INsu-LINE: scienza, salute digitale e comunità locali insieme per il benessere delle famiglie

Venerdì 24 luglio si è svolto presso l’Istituto Don Orione di Napoli il workshop del progetto INsu-LINE rivolto agli stakeholder, dal titolo “Un ecosistema integrato per il benessere dei giovani e delle famiglie: scienza, inclusione e territorio”. L’Istituto offre percorsi riabilitativi personalizzati a bambini e adulti con disabilità fisiche, cognitive e del neurosviluppo attraverso servizi ambulatoriali, semiresidenziali e domiciliari. Oltre alla riabilitazione, rappresenta un’importante risorsa per le famiglie e la comunità, offrendo attività sociali, educative e ricreative che promuovono l’inclusione, il benessere e la partecipazione.

L’evento ha coinvolto diverse organizzazioni locali molto attive nella comunità, tra cui l’associazione Mamme Aut; Il Tulipano, cooperativa sociale fondata nel 2007 per offrire servizi e attività destinati alle persone con autismo e alle loro famiglie, nonché progetti di vita finalizzati all’autonomia e alla valorizzazione delle competenze e delle funzionalità, ispirati ai principi del modello della Qualità della Vita; il Circolo Ilva, situato nella zona occidentale di Napoli, ai piedi della collina di Posillipo e affacciato sul Golfo di Pozzuoli, luogo dedicato allo sport, alla cultura, alla solidarietà e al tempo libero; Città della Scienza, il primo museo scientifico interattivo d’Italia e uno spazio di sperimentazione, incontro e dialogo tra scienza e tecnologia; la Fondazione Aillaud, impegnata nella promozione e nel recupero dei valori morali tradizionali, nella diffusione della cultura, nella beneficenza e nella creazione di strutture per la cura e la protezione degli animali e delle persone in condizioni di sofferenza; e Salute in Collina, un progetto sanitario solidale che, grazie a un poliambulatorio specialistico e a una rete di professionisti convenzionati, offre servizi specialistici sanitari, psicologici, sociosanitari e socioassistenziali di qualità con tempi di attesa ridotti. Il coinvolgimento di queste realtà ha permesso di ampliare la comunità di INsu-LINE e massimizzarne l’impatto.

Il workshop si è aperto con i saluti introduttivi del Professor Guido Iaccarino dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (UNINA), responsabile scientifico del progetto. Vincenzo De Luca, ricercatore UNINA, ha illustrato la transizione verso la medicina di comunità e la salute digitale, evidenziando come la tecnologia favorisca la continuità assistenziale, il monitoraggio, l’aderenza terapeutica e la prevenzione nella vita quotidiana delle persone. Il Dott. De Luca ha presentato la struttura dell’algoritmo predittivo di INsu-LINE, sviluppato per identificare il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti con diabete di tipo 2 attraverso la pulizia, l’armonizzazione e l’analisi dei dati clinici e l’utilizzo di modelli di machine learning, con l’obiettivo di orientare percorsi assistenziali personalizzati.

La Professoressa Maddalena Illario di UNINA ha presentato il Programma di accelerazione dell’impatto del progetto INsu-LINE, sviluppato nell’ambito dell’ecosistema dell’innovazione DARE – Digital Lifelong Prevention. Il Programma rappresenta lo strumento operativo del Work Package 5 a sostegno degli obiettivi di comunicazione, coinvolgimento degli stakeholder, adozione e scalabilità delle soluzioni. L’iniziativa è articolata in tre linee di attuazione: “Comunità inclusive e benessere della comunità”, “Invecchiamento sano e comunità attive” e “Alfabetizzazione sanitaria, evidenze ed eredità”, con l’obiettivo di raccogliere dati per il monitoraggio dell’impatto e promuovere l’alfabetizzazione sanitaria e digitale.

La Professoressa Cristina Mele di UNINA ha affrontato il tema della valorizzazione delle conoscenze e il ruolo della Terza Missione di UNINA. Nel suo intervento ha illustrato il concetto di università socialmente impegnata (“engaged university”) e il ruolo dell’istituzione come “innomediary” e orchestratore di reti, capace di collegare la ricerca con le imprese, le istituzioni e le comunità locali per facilitare i processi innovativi e la co-creazione di valore.

La sessione è proseguita con la tavola rotonda “Gli attori della comunità come elementi di accelerazione per la salute”, finalizzata alla presentazione degli stakeholder del WP5: Città della Scienza, Fondazione Aillaud, Associazione Il Tulipano, Istituto Don Orione, Salute in Collina, Associazione Mamme Aut e Circolo Ilva. La discussione si è poi concentrata sulla vulnerabilità dei pazienti e delle loro famiglie, in particolare nel contesto della medicina generale e dei bambini con bisogni speciali. È stata evidenziata la necessità di un approccio all’assistenza più umano e meno burocratico, sottolineando le difficoltà affrontate dai medici di medicina generale a causa del crescente numero di pazienti e della carenza di risorse.

Ogni stakeholder ha presentato il proprio contributo a sostegno delle famiglie e dei bambini con bisogni speciali, offrendo opportunità di formazione, cultura e integrazione sociale. È stata proposta la creazione di una comunità di supporto, con il coinvolgimento di diverse istituzioni e associazioni, per affrontare le sfide quotidiane e promuovere l’inclusione. L’idea di fondo è costruire percorsi dedicati sia ai bambini sia ai genitori, comprendenti attività ricreative e di alfabetizzazione digitale capaci di produrre un impatto duraturo, rispondendo ai bisogni attraverso approcci innovativi e interventi collaborativi multidisciplinari e multistakeholder.

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